30 dicembre 2024 presso le sede Atma Namasté in piazza della Libertà a Rende, sono stati presentati i risultati finali del progetto di ricerca “Valorizzazione e impiego dell’Aloe Vera ai fini salutistici e nutraceutici” riguardante il progetto di ricerca sull’Aloe svolto in collaborazione tra l’Unical e l’azienda Camasco, finanziato con fondi PSR Calabria 2014-2020 Misura 16.02.01.
La Prof.ssa Maria Stefania Sinicropi, Responsabile scientifico del progetto ha illustrato il progetto che – in collaborazione con l’Azienda agricola Camasco di Carlo Maria Scornajenghi, capofila del progetto – ha come obiettivo valutare le proprietà bio-farmaceutiche di 2 estratti di Aloe vera (A1 e A2), partendo dalle foglie ottenute dall’azienda agricola Camasco. Infatti l’Aloe, e nello specifico il gel da essa ricavato, ha rivelato importanti ed interessanti proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie. Quindi, tra le numerose applicazioni salutistiche che gli si potrebbero attribuire, esso potrebbe risultare potenzialmente efficace per la protezione gastrointestinale.
Il progetto ha inteso ampliare lo spettro di studio diventando interdisciplinare grazie alla collaborazione anche con il gruppo coordinato dal prof. Domenico Gabriele del Dipartimento di Ingegneria, Informatica, Modellistica e Sistemistica (D.I.M.E.S.) dell’Unical, i quali hanno portato avanti specifiche prove sperimentali per definire opportuni sistemi per il rilascio ad uso orale di principi attivi dell’Aloe.
Fasi del progetto: una metodologia integrata per valorizzare gli estratti di Aloe vera
Il progetto di ricerca ha adottato un approccio multidisciplinare per valutare le potenzialità biofarmaceutiche dell’Aloe vera, focalizzandosi sia sul gel interno della foglia (estratto A1) sia sull’epidermide esterna (estratto A2), considerata tradizionalmente uno scarto. Le foglie, coltivate in Calabria dall’azienda agricola Camasco di Carlo Maria Scornajenghi, sono state sottoposte a estrazione idroalcolica e successivamente analizzate tramite cromatografia UHPLC-DAD per identificare e quantificare composti bioattivi. Il progetto ha incluso una vasta gamma di test biologici in vitro – su linee cellulari tumorali e non – per misurare l’attività antiossidante, antinfiammatoria, cicatrizzante e l’eventuale citotossicità. In parallelo, gli estratti sono stati incorporati in formulazioni innovative a base di pectina e gomma xantana per valutarne la veicolazione topica e gastrointestinale.
Conclusioni: l’epidermide come risorsa preziosa e sostenibile
I risultati hanno evidenziato che l’estratto ricavato dall’epidermide (A2) possiede una composizione chimica più ricca in composti fenolici e antrachinoni rispetto al gel, con una maggiore efficacia antiossidante e antinfiammatoria. L’estratto A2 ha mostrato capacità di ridurre la produzione di ossido nitrico nei macrofagi murini in modo dose-dipendente, senza risultare tossico, e di favorire la guarigione di ferite su cellule epiteliali sane. Nessuno degli estratti ha mostrato attività citotossica su cellule sane, mentre non è emersa attività antitumorale significativa nelle linee cancerose testate. L’efficacia degli estratti è stata confermata anche nella formulazione di emulgel, con proprietà reologiche idonee all’impiego cosmetico o medicale. Il progetto conclude suggerendo che l’epidermide dell’Aloe vera, oggi considerata uno scarto, può rappresentare una risorsa sostenibile e ad alto valore aggiunto per una filiera agroalimentare e farmaceutica innovativa in Calabria.
La Prof.ssa Maria Stefania Sinicropi, si è dichiarata molto soddisfatta dei risultati che hanno portato inoltre alla formulazione di un brevetto per la creazione di uno sciroppo antireflusso.